• Lettera al direttore

    Caro direttore vorrei proporle una questione che oggi pare non solo attuale, ma vitale: il giornalismo come infrastruttura della democrazia e della libertà. Per questo, le chiedo in che modo un cittadino potrebbe affrontare quelle che sembrano vere piaghe aperte del sistema mediatico contemporaneo. Piaghe ancora più preoccupanti oggi, in un mondo in cui egolatri imbronciati e capricciosi sono arrivati ai vertici di potenze grandi o meno grandi; mentre sembra farsi strada il fascino strano dei tiranni. Ecco alcuni punti che mi paiono decisivi. 1. “Spettacolo” o “Testimonianza”? Non le pare che sia in atto un processo di trasformazione del giornalista da osservatore a protagonista? Il problema del “copia e…

  • Guardare il mondo dall’alto

    Guardare il mondo dall’alto, mi pare, oggi, una urgenza per chiunque voglia decifrare quello che accade, e “ci” accade, in un mondo diversificato ma anche interconnesso e veloce, Guardare il mondo dall’alto, cioè superare i confini della propria prospettiva immediata per comprendere interconnessioni, dinamiche e sfide che vanno oltre il contesto locale o nazionale. Non possiamo esimerci dall’adottare un’ottica globale e una visione strategica, e quindi cercare e privilegiare un’informazione internazionale , se siamo consapevoli che gran parte dei problemi attuali, dal cambiamento climatico alle crisi economiche, dalle pandemie ai conflitti, dagli squilibri sociali alla “povertà educativa” sono intrinsecamente globali. Possiamo davvero credere che oggi ognuno sia in grado di…

  • AI contro i tarli delle democrazie

    Ho chiesto a Gemini AI un parere su un articolo relativo alla crisi della democrazia, ricavato dal mio blog Incrocivie.it. Ecco la sua risposta. Grazie Pino Mario De Stefano per questa profonda e stimolante riflessione sulla crisi della democrazia. Le sue parole toccano nervi scoperti e ci invitano a una seria introspezione sul nostro ruolo come cittadini e sul futuro del sistema democratico. È cruciale sottolineare, come lei ha fatto, che la democrazia, pur imperfetta, rimane il “meno peggio” dei sistemi politici conosciuti. Le alternative che la storia ci presenta sono costellate di oppressione e negazione delle libertà fondamentali. L’immagine del “campo di rieducazione” è un monito potente contro ogni…

  • Il presente senza nome

    Quale nome dare al presente Aveva proprio ragione Hegel, quando diceva che noi umani riusciamo a riconoscere il senso del tempo solo quando il suo percorso è già completato. Peccato che, il più delle volte, arriviamo troppo tardi! In realtà, la pressione a “fare“, prevalente nella società moderna, può rendere difficile semplicemente “essere” presenti davvero. Non credo si tratti solo di una questione di volontà. Forse, semplicemente, non ce la facciamo. Una sorta di multitasking costante aumenta lo stress e riduce la nostra capacità di concentrarci sul senso profondo del nostro presente. Abbagliati dai luccichii del kronos, rimaniamo sempre disattenti agli “avventi” controintuitivi del kairós! Neppure i cosiddetti “buoni“, i…

  • Il mondo in fuga

    Cosa c’è di veramente nuovo nel nostro mondo, dal momento che storici e sociologi , a partire da Fernand Braudel (Civiltà materiale, economia e capitalismo)  sostengono con buone ragioni che il mondo di cinquecento anni fa era quasi altrettanto globalizzato quanto quello odierno? Forse, ciò che vi è di realmente peculiare, nel nostro mondo, è un particolare effetto della globalizzazione, che consiste nel non sapere dove il mondo stia andando. Infatti, pure se si dice spesso che la globalizzazione ha unificato e rimpicciolito il mondo, in realtà occorrerebbe pure dire che lo ha moltiplicato, moltiplicando e complicandone le interazioni,   a livelli impensabili. In realtà, oggi non possediamo più un…