• Teologia e comunicazione

    TEOLOGIA E COMUNICAZIONE Estratto da: TEOLOGIA E VITA /I – Quaderni dell’Istituto Superioredi Scienze Religiose « G. Duns Scoto » – Nola – 1992 Scuola Tipo – litografica « Istituto Anseimi Marigliano (Napoli) – Tel. 081/841.11.76 1. La comunicazione come problema « Che ne è oggi della energia nascosta della Buona Novella capace di colpire profondamente la coscienza dell’uomo? » ’. Questo interrogativo drammatico di Paolo VI esprimeva nel 1975 molto chiaramente ima sensazione molto diffusa già da qualche tempo e a cui lo stesso Concilio Vaticano II, soprattutto con la Costituzione Gaudium et spes, aveva tentato di dare una risposta cercando nuove forme di comunicazione.

  • Lettera al direttore

    Caro direttore vorrei proporle una questione che oggi pare non solo attuale, ma vitale: il giornalismo come infrastruttura della democrazia e della libertà. Per questo, le chiedo in che modo un cittadino potrebbe affrontare quelle che sembrano vere piaghe aperte del sistema mediatico contemporaneo. Piaghe ancora più preoccupanti oggi, in un mondo in cui egolatri imbronciati e capricciosi sono arrivati ai vertici di potenze grandi o meno grandi; mentre sembra farsi strada il fascino strano dei tiranni. Ecco alcuni punti che mi paiono decisivi. 1. “Spettacolo” o “Testimonianza”? Non le pare che sia in atto un processo di trasformazione del giornalista da osservatore a protagonista? Il problema del “copia e…

  • L’altro Leopardi e il mondo in bilico

    In un'epoca di algoritmi che cercano di incasellare ogni nostro desiderio in definizioni precise, il richiamo di Leopardi sembra un atto di resistenza. Oggi, le cose ci mandano ancora "sguardi familiari", (Franco Rella), non perché siano trasparenti, ma perché nel loro silenzio e nella loro imperfezione riflettono la nostra stessa condizione di esseri "in bilico".

  • Tempo di tradimenti. La cultura

    Di fronte alla storia, la cultura svela un paradosso inquietante: nata per liberare l’uomo dalla necessità naturale, finisce troppo spesso per servire il potere, trasformandosi in una sofisticata arma di oppressione. Cosa ha a che fare la cultura con questo tempo di incredibili e vergognosi tradimenti? Che cosa ha a che fare la cultura, tradizionalmente intesa come veicolo di emancipazione e crescita, con il concetto di tradimento? A prima vista, nulla. Eppure, se osserviamo le dinamiche della storia e del nostro presente digitale, emerge una verità scomoda: la cultura possiede un “lato oscuro”. Come suggeriva Julia Kristeva, essa nasce dal bisogno di credere e di elevarsi, ma può facilmente assumere…