• Ragioni che il cuore non conosce

    «La vera saggezza, o la vera filosofia, consiste nell’imparare daccapo a vedere il mondo». Forse la questione principale che abbiamo davanti oggi è descritta perfettamente da questo pensiero di Maurice Merleau-Ponty, indimenticabile pensatore del Novecento. Oggi, più che mai, ci serve una rinnovata fenomenologia del mondo per decifrare gli enigmi del nostro tempo. Non si tratta solo di analizzare la confusione, lo sbandamento o l’assenza di riferimenti che caratterizzano la nostra epoca. Non si tratta solo di osservare le polarizzazioni e le contraddizioni che attraversano persone e comunità, o la perdita di memoria storica. Si tratta di comprendere alla radice quella forma di “impazzimento” collettivo che induce molti cittadini –…

  • Regole per la fine del mondo

    Forse è vero, oggi stiamo vivendo tempi apocalittici. È difficile infatti stare dietro a chi minaccia la catastrofe e a chi teme o annuncia la prossima fine del mondo. L’esito, alla fine, è solo quello di innescare e diffondere (come forse è nele intenzioni di alcuni) angoscia e paura. Certo, la prospettiva apocalittica è anche il frutto di una “dissonanza cognitiva”, prodotta dal non avverarsi o dal tradimento di speranze, profezie e ideologie, che lascia disorientati, soli ed amareggiati un gran numero di persone. Forse non è un caso se il misterioso e dibattuto tema del katechon è stato recentemente riproposto da diversi filosofi, teologi e sociologi della politica (Francesca…

  • Una regressione linguistica?

    Noi umani siamo le uniche creature capaci di pensare il nostro “dire” e di parlare del linguaggio che usiamo. Noi dovremmo aver acquisito l’abilità di meta-comunicare, cioè la capaci di dire “sto dicendo che…”. È vero anche che a scuola, dice lo scrittore Marco Balzano, ci insegnano a scrivere (a parlare no!), ma “non ci dicono che le parole hanno corpo e si possono maneggiare”, con effetti imprevedibili, se lo si fa senza consapevolezza. Ma come spiegare certe fasi della vita delle società, come quella in cui ci troviamo oggi, nelle quali le parole e i discorsi erompano come tsunami distruttivi, come eruzioni vulcaniche, senza che si capisca veramente “chi…

  • Chi ha paura della storia?

    La vita, a volte, ci offre dei piccoli segnali, ai quali dovremmo prestare più attenzione di quanto non facciamo di solito.  Uno di quei segnali, da tenere sempre sotto controllo, penso sia lo spazio che viene dato alla conoscenza della storia nei sistemi formativi e scolastici di ogni tipo. Soprattutto perché c’è uno strano fenomeno che periodicamente si ripresenta nella vita delle società e che di solito viene spiegato con argomenti apparentemente razionali oppure pragmatici. Si tratta della pretesa di riscrivere o cancellare o spingere verso l’oblio la memoria storica. A volte con la presunzione di dare inizio all’Anno Zero!  Pretese e progetti di questo genere non sono sempre evidenti,…

  • Il segno dell’umano

    E se scomparissero il linguaggio e la conversazione?  Riusciamo ad immaginare un mondo umano caratterizzato dall’assenza della parola? Sarebbe ancora umano? Riusciamo ad immaginare una società umana in cui il linguaggio si è ridotto solo a una serie di grugniti? Anche se, a dire il vero, qui e là, si notano già alcuni segnali di tale trasformazione. Infatti, non siamo quasi al grugnito ogni volta che la parola, sia pure per difendere cause giuste, viene usata come violenta invettiva, come strumento di aggressione, come insulto, come disprezzo, come dileggio?  Sempre più spesso, molti sembrano ignari del fatto che la parola umana è, allo stesso tempo, sacra e fragile come un…