• L’altro Leopardi e il mondo in bilico

    In un'epoca di algoritmi che cercano di incasellare ogni nostro desiderio in definizioni precise, il richiamo di Leopardi sembra un atto di resistenza. Oggi, le cose ci mandano ancora "sguardi familiari", (Franco Rella), non perché siano trasparenti, ma perché nel loro silenzio e nella loro imperfezione riflettono la nostra stessa condizione di esseri "in bilico".

  • Guardare il mondo dall’alto

    Guardare il mondo dall’alto, mi pare, oggi, una urgenza per chiunque voglia decifrare quello che accade, e “ci” accade, in un mondo diversificato ma anche interconnesso e veloce, Guardare il mondo dall’alto, cioè superare i confini della propria prospettiva immediata per comprendere interconnessioni, dinamiche e sfide che vanno oltre il contesto locale o nazionale. Non possiamo esimerci dall’adottare un’ottica globale e una visione strategica, e quindi cercare e privilegiare un’informazione internazionale , se siamo consapevoli che gran parte dei problemi attuali, dal cambiamento climatico alle crisi economiche, dalle pandemie ai conflitti, dagli squilibri sociali alla “povertà educativa” sono intrinsecamente globali. Possiamo davvero credere che oggi ognuno sia in grado di…

  • La banalità del senso

    Ci sono attimi della nostra vita, nei quali avvertiamo, pur se in modo vago, che il senso del nostro vivere è associato a luoghi, oggetti, odori, sguardi, sapori, considerati di norma insignificanti, perché troppo “ordinari” o addirittura “banali”. E, tuttavia, essi favoriscono l’emergere di significatività che, come lampi o visioni improvvise, investono i diversi ambiti e momenti della nostra esistenza. E dobbiamo riconoscere che proprio in quei momenti capiamo che la nostra vita non sarebbe la “nostra” vita, senza quei luoghi, quei posti, quegli oggetti, quei frammenti, che – tra l’altro – non ci chiedono mai niente, in cambio delle esperienze che ci offrono. In realtà, pure se appaiono del tutto…

  • Lo sguardo dell'angelo

    Vi è mai capitato che, d’un tratto, qualcosa o qualcuno che, fino allora, era per voi quasi invisibile, nella sua scontata quotidianità, abbia acquisito forza di esistenza e visibilità? E sia riuscito ad offrirvi addirittura motivi impensati del suo insostituibile “esserci”? Al punto da darvi l’impressione di riscoprire in quel momento la vita stessa?  Ecco, è allora che avete sperimentato una specie di “miracolo” che ha modificato il vostro sguardo e il vostro “sentire”! Vi è mai successo? A me è accaduto, qualche rara volta. È come vedere veramente qualcosa o qualcuno, che fino allora era come in ombra. Da allora ho cominciato a pensare che vivere, “vivere davvero”, forse,…

  • Lo sguardo delle cose

    Non avete l’impressione che qualcosa non funzioni nel principio etico secondo cui non bisogna trattare le persone come una cosa, come oggetto? Non nel senso che il principio non sia valido, ma nel senso che esso mostra un “tallone d’Achille”.   Infatti quel principio si fonda sul presupposto che le cose, invece, non si appartengono, possono essere possedute, non possono essere concepite come soggetto di nessun diritto (Lalande). Ma è proprio così? È, quest’ultima, una giusta prospettiva? Se il principio di cui sopra presuppone un’eccezione, nel senso che esiste qualcosa, intorno a noi, che può essere usata e abusata in quanto oggetto, chi ci impedirebbe di trovare, come è già accaduto,…