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Interpretare testi e pensare la Storia
Se mettiamo insieme la difficoltà di interpretare testi scritti, (non solo, ahimè, da parte dei ragazzi!), con la carenza di una filosofia della storia, potremmo forse capire molti incomprensibili comportamenti attuali. Come spiegare infatti l’intrigo caotico tra rifiuto della scienza, la presunzione di sapere senza specifiche competenze, l’ambiguità sul carattere universale dei diritti umani fondamentali, l’inquietante e pericolosa equidistanza tra regimi liberali e quelli autoritari o dittatoriali? E che dire di quanti chiedono a popoli interi di rinunciare alla loro libertà di dopo aver denunciato per mesi e anni la “dittatura”, solo per l’obbligo della mascherina e di green pass? Come giustificare curiose forme di pacifismo che fanno…
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Non è una questione di principio, è il piccolo Davide aggredito da Golia
Contra factum non est argumentum, dicevano i logici antichi. In effetti è vero, ci sono alcuni fatti ai quali si deve rispondere solo con altri fatti. Non bastano le dichiarazioni di principio, né l’ostinata ricerca di ipotetiche ragioni. In certi momenti della storia, momenti così “affilati” da lasciare cicatrici (R Calasso), la sola proclamazione di valori e di principi, corre il rischio di diventare un astratto esercizio retorico e una inutile esternazione, se non si indica la strada attraverso cui quei valori possono farsi storia e tradursi in scelte concrete e immediate. Anzi, in alcuni casi, le pure dichiarazioni equivalgono solo a un girarsi dall’altra parte. E tuttavia ci sono…
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Mi chiamano natura e sono tutta arte
Qualcosa non va nel nostro rapporto con la “natura”. Qualcosa non funziona più. La nostra conoscenza della physis, e il tipo di rapporto che abbiamo stabilito con essa, non aiuta più, noi esseri naturali, a crescere insieme. Sì, perché è il tipo di atteggiamento che instauriamo con la natura/physis, che determina anche la conoscenza che abbiamo di essa, e quindi di noi stessi. Ebbene, possiamo comprendere meglio ciò che non va, se rammentiamo l’idea di Paul Claudel, secondo cui la conoscenza (connaissance) è essenzialmente co-nascita, (co-naissance) crescita simultanea degli esseri nell’unità della physis, intesa appunto come crescita e nascita (Paul Claudel, Ars poetica). In effetti, il termine greco physis, secondo…
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Il confine sottile tra divulgazione e fake news
La divulgazione culturale non esiste più, o, quando c’è, sembra quasi sempre il regno dell’incompetenza e dell’approssimazione. D’altra parte, c’è poco da stupirsi, perché lo stato pietoso della divulgazione scientifica, e culturale in genere, è un chiaro segnale del cattivo stato dell’informazione, la grande malata di oggi. Non credo sia lontano dal vero perciò ritenere che il degrado della divulgazione è una delle principali ragioni della diffusione delle fake news e del regime di post-verità, che di quella diffusione è per così dire l‘istituzionalizzazione. Dovremmo forse dire che la situazione in cui ci troviamo rappresenti, in un certo modo, addirittura il fallimento del progetto “illuministico”? O, come sostiene Peter Sloterdijk, dobbiamo…
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La cultura non é un arsenale, la cultura é un orizzonte
La cultura non gode di buona salute, oggi. Crescono gli ambienti malsani per la cultura anche in ambiti dove essa dovrebbe sentirsi a casa, come centri politici, settori accademici, gruppi rilevanti delle chiese, organi di informazione, agenzie educative, e addirittura anche settori scientifici, come abbiamo tutti potuto verificare in occasione della pandemia in corso. Dove si sono imposti tanti soggetti chiaramente interessati alla propria autoconservazione più che alla crescita culturale. E tuttavia sappiamo che la cultura è la nostra natura. Noi cresciamo con essa. Naturalmente, come tutto ciò che è umano, anche la cultura è instabile, fluttuante, ed evolve, da sempre. Tutte le componenti delle culture si trasformano, a volte si reinterpretano…