• L’imperfezione ci salverà

    Viviamo immersi in un’ossessione collettiva: la rimozione sistematica del limite e dell’imperfezione. Che si tratti della sfera sociale, professionale, politica o persino di quella affettiva, tutti sembrano intenti a nascondere, camuffare o giustificare le proprie fragilità. Persino nei rapporti più intimi, dove la vicinanza dovrebbe esigere trasparenza e autenticità, prevale il bluff, la necessità  costante di apparire diversi da ciò che siamo. Ma l’imperfezione è veramente una “macchia”? Veramente qualcuno crede che saremmo più interessanti, più belli, più accettabili e umani, se fossimo o apparissimo senza limiti, senza difetti e senza imperfezioni? Sarebbe veramente possibile una condizione del genere? E un mondo fatto in questo modo sarebbe davvero più desiderabile? …

  • Idee per ripensare la cultura

    1. Radici comuni: colere, coltura, cultura, culto In questa fase di profonda rivoluzione tecnologica e antropologica, è indifferibile ripensare la cultura partendo dalla sua natura complessa. È illuminante osservare la stretta parentela etimologica tra termini che oggi percepiamo come distanti, ma che nel passato — prima della netta separazione tra astratto e concreto, teoria e prassi — formavano un’unità profonda. Ripensare la cultura significa tornare a quella singolare polisemia in cui il pensare, il fare, il coltivare e il sacro si sovrapponevano naturalmente. 2. La cultura come valore esistenziale Il primo passo è riconoscere la cultura non come un accessorio, ma come una necessità esistenziale. Nonostante una diffusa e talvolta…

  • Lettera al direttore

    Caro direttore vorrei proporle una questione che oggi pare non solo attuale, ma vitale: il giornalismo come infrastruttura della democrazia e della libertà. Per questo, le chiedo in che modo un cittadino potrebbe affrontare quelle che sembrano vere piaghe aperte del sistema mediatico contemporaneo. Piaghe ancora più preoccupanti oggi, in un mondo in cui egolatri imbronciati e capricciosi sono arrivati ai vertici di potenze grandi o meno grandi; mentre sembra farsi strada il fascino strano dei tiranni. Ecco alcuni punti che mi paiono decisivi. 1. “Spettacolo” o “Testimonianza”? Non le pare che sia in atto un processo di trasformazione del giornalista da osservatore a protagonista? Il problema del “copia e…

  • Tempo di tradimenti. La cultura

    Di fronte alla storia, la cultura svela un paradosso inquietante: nata per liberare l’uomo dalla necessità naturale, finisce troppo spesso per servire il potere, trasformandosi in una sofisticata arma di oppressione. Cosa ha a che fare la cultura con questo tempo di incredibili e vergognosi tradimenti? Che cosa ha a che fare la cultura, tradizionalmente intesa come veicolo di emancipazione e crescita, con il concetto di tradimento? A prima vista, nulla. Eppure, se osserviamo le dinamiche della storia e del nostro presente digitale, emerge una verità scomoda: la cultura possiede un “lato oscuro”. Come suggeriva Julia Kristeva, essa nasce dal bisogno di credere e di elevarsi, ma può facilmente assumere…

  • La lezione di un Primo Ministro

    Un testo straordinario da leggere con attenzione Una lezione tra storia, politica e futuro. Una pagina illuminante e toccante per comprendere meglio le vicende di oggi e guardare lontano La lettera del Primo Ministro svedese Ulf Kristersson a Viktor Orban (dal suo account X del 17/09/25 – traduzione automatica di Google) Ecco il testo: “Caro Viktor, So che nel vostro Paese è in corso una campagna elettorale e che questa volta la vostra corsa al potere è davvero dura. Ma non interferiamo nella vostra campagna elettorale e non vogliamo farne parte. La Svezia e il popolo svedese sono sempre stati amici dell’Ungheria e del popolo ungherese, come sapete. Eravamo amici…