• L’eloquenza degli oggetti: riscoprire la voce delle cose

    Gli oggetti che ci circondano hanno qualcosa da dirci? Comprendere la lezione delle cose non richiede competenze esoteriche; richiede solo l’esercizio di uno sguardo attento, di un ascolto sensibile, di un contatto tattile. Come suggeriva Edgar Morin, non esiste “cosa” – per quanto materiale o inerte possa apparire – che non comunichi, che non ci interroghi o non pretenda una nostra risposta. Dobbiamo imparare a guardare di nuovo il mondo.. Per farlo, non dobbiamo dissolvere i contorni dei singoli oggetti, ma al contrario preservarne l’individualità, il posto specifico e il significato unico. Aveva ragione Baudelaire nel notare come dalle cose le parole emergano spontaneamente, pur intrecciandosi in quella complessa “foresta…

  • Idee per ripensare la cultura

    1. Radici comuni: colere, coltura, cultura, culto In questa fase di profonda rivoluzione tecnologica e antropologica, è indifferibile ripensare la cultura partendo dalla sua natura complessa. È illuminante osservare la stretta parentela etimologica tra termini che oggi percepiamo come distanti, ma che nel passato — prima della netta separazione tra astratto e concreto, teoria e prassi — formavano un’unità profonda. Ripensare la cultura significa tornare a quella singolare polisemia in cui il pensare, il fare, il coltivare e il sacro si sovrapponevano naturalmente. 2. La cultura come valore esistenziale Il primo passo è riconoscere la cultura non come un accessorio, ma come una necessità esistenziale. Nonostante una diffusa e talvolta…

  • A chi appartiene il tuo tempo?

    Mi pare imperativo oggi sviluppare strategie concrete per contrastare la frammentazione delle nostre capacità cognitive, degli individui e delle nostre democrazie, causata non solo dai social network, o dall’informazione, ma anche dalle diverse tecniche di ricerca del consenso, adottate da una politica prevalentemente orientata al breve termine. Le crisi che si sono intensificate negli ultimi mesi impongono una riflessione approfondita sul nostro rapporto con il tempo e la storia, come affermato dal filosofo Yves Michaud. A partire dall’esperienza individuale, sarebbe necessario riscoprire un rapporto sano e proattivo con il lungo termine. Come possiamo cogliere la realtà nella sua intera diversità, che si tratti di vita quotidiana, arte, politica o anche…

  • Una guida per l’anima?

    Ci sono tempi in cui orizzonti bui e passioni tristi sembrano annebbiare e mandare in tilt cuore e intelligenza. In quei momenti sento che mi potrebbe servire (ci potrebbe servire?) una “guida per l’anima“. Una guida che mi aiuti a sperimentare, di tanto in tanto, un cambio di postura mentale: passare cioè dal consumo frenetico di stimoli alla contemplazione di ciò che, pur essendo fondamentale, resta però solitamente in ombra. Certo, sarebbe bello se, una diversa prospettiva, ci aiutasse a mettere a fuoco o almeno a intravvedere alcune questioni fondamentali; : 1. La Musica del Silenzio È semz’altro un paradosso affascinante: noi godiamo della musica grazie a ciò che manca.…

  • L’altro Leopardi e il mondo in bilico

    In un'epoca di algoritmi che cercano di incasellare ogni nostro desiderio in definizioni precise, il richiamo di Leopardi sembra un atto di resistenza. Oggi, le cose ci mandano ancora "sguardi familiari", (Franco Rella), non perché siano trasparenti, ma perché nel loro silenzio e nella loro imperfezione riflettono la nostra stessa condizione di esseri "in bilico".