• IL 25 APRILE 1945. LA NECESSITÀ DI RICORDARE

    Questo è un tempo strano per il nostro paese! Capi di governo e ceti governativi, forse tra i peggiori della nostra storia italiana, che, privi di quel senso dello Stato, che dovrebbe essere la loro caratteristica peculiare, aggrediscono le istituzioni alla base della convivenza democratica, col rischio di tagliare il ramo si cui si sono così comodamente “appollaiati”. Sedicenti guide politiche (??) e capipopolo, che irridono alle origini della nostra Repubblica e ai suoi valori fondanti. Intellettuali e gruppi dirigenti che tradiscono la loro vocazione, e si mostrano interessati unicamente al proprio “particulare” o a quello del proprio clan. Cittadini che sembrano mossi solo da un pragmatismo cinico e miope.…

  • Scrittori e lettori al tempo della Rete

    Qualcuno dice che oggi si legge poco (soprattutto noi italiani!), qualche altro paventa che il diffondersi dell’utilizzo della rete avvenga in concorrenza con la lettura e a scapito dei libri! ma è proprio vero? O forse saremo costretti a sperare dalla rete  una maggiore diffusione della lettura? Forse qualcuno – e non solo i ragazzi! – sarà invogliato e… costretto a leggere proprio dall’utilizzo della rete! Forse la rete è e potrebbe essere un efficace strumento per insegnare a…leggere e scrivere anche ad analfabeti…di fatto, o di…ritorno! E allora non sarebbe bene evitare di assumere quell’atteggiamento da … noiosi “tutori”, impauriti da tutto, i quali sembrano cercare sempre, in ogni…

  • Il mantello di Arlecchino. Educare, perché?

    Quando si parla, oggi, di crisi dell’educazione, di crisi della scuola e della formazione; quando si parla di “emergenza educativa”, si intende, forse, sottolineare che, oggi, l’educazione è il primo problema o che, oggi, l’educazione è essa stessa un “problema” Forse si intende anche sottolineare la difficoltà, oggi, di essere educatori da parte di adulti, genitori, docenti, chiese, scuole, istituzioni e autorità di ogni genere Forse ci si riferisce, anche, da parte di qualcuno, in modo un po’ riduttivo, al problema di trovare o aggiornare tecniche e mezzi educativi Per qualche altro, la crisi è legata ai cambiamenti in atto nel mondo contemporaneo e alla crisi delle antiche istituzioni e…

  • Nonostante tutto… il meglio deve ancora venire!

    Mi ha colpito molto una frase, sconsolata e accusatrice, del grande regista Mino Monicelli secondo cui la speranza è un trucco e una frode nelle mani dei potenti – anche se quella frase io l’ho letta come  un invito, perentorio, a non attendere una vita e un mondo diversi da nessuno,  ma  a interpretare piuttosto la naturale inclinazione a sperare dell’essere umano come la possibilità di gettarsi – adesso – oltre “la siepe”, di fare qualcosa, adesso, per non trasformare la speranza in retorica e ipocrita esortazione o in comodo alibi per il disimpegno.  Mentre indugiavo in questi pensieri mi sono imbattuto nella seguente risposta che Nicholas Humphrey, professore presso…

  • Il canto di Circe…..Quale cristianesimo? (7)

    Un buon prelato della curia romana si lamentava con lo Spirito Santo:”Spirito Santo, io non capisco. Di che avevamo bisogno? Una vita di Gesù (una sola!), una dogmatica, una morale, un rituale, un compendio di diritto canonico, e, per il popolino, il catechismo. Ed  ecco quello che ci hai dato: quattro vangeli, e Paolo, e tutti questi libri della Bibbia così disparati!”. Questo aneddoto (ripreso da Bellet, La quarta ipotesi, Servitium) può essere letto da due angolazioni: la prima evidenzia il carattere strutturalmente “ermeneutico” del messaggio cristiano. Il che significa non solo che quel messaggio può essere interpretato a partire da qualunque tipo di cultura e paradigma culturale, ma anche…