Una guida per l’anima?

Ci sono tempi in cui orizzonti bui e passioni tristi sembrano annebbiare e mandare in tilt cuore e intelligenza. In quei momenti sento che mi potrebbe servire (ci potrebbe servire?) una “guida per l’anima“.

Una guida che mi aiuti a sperimentare, di tanto in tanto, un cambio di postura mentale: passare cioè dal consumo frenetico di stimoli alla contemplazione di ciò che, pur essendo fondamentale, resta però solitamente in ombra.

Certo, sarebbe bello se, una diversa prospettiva, ci aiutasse a mettere a fuoco o almeno a intravvedere alcune questioni fondamentali;

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1. La Musica del Silenzio

È semz’altro un paradosso affascinante: noi godiamo della musica grazie a ciò che manca.

* L’analogia: Se le note fossero un flusso ininterrotto, sarebbero semplice rumore. È il silenzio che le separa, le definisce e permette loro di “dire” e comunicarci qualcosa.

* La lezione: Spesso siamo ossessionati dal “pieno” (impegni, notifiche, parole), dimenticando che è il “vuoto” a dare struttura e senso al tutto.

2. L’Invisibile non è Irrazionale

Laguida per l’anima mi indurrebbe a fare unun passo coraggioso che sfida la nostra abituale logica puramente strumentale. Pensatori come Novalis, Ricoeur o Horkheimer ci avevano già suggerito che:

* L’invisibile non è necessariamente misticismo o magia; è la complessità non misurabile di ciò che abbiamo davanti.

* L’esempio umano: una persona non è solo l’insieme dei suoi tratti somatici o dei suoi dati biografici. C’è una parte “in ombra” che costituisce la sua essenza più vera, quella che percepiamo solo se abbiamo il tempo di restare in ascolto.

3. La Tirannia dello “Shock”

Oggi è diventato urgente riconoscere la nostra incapacità di fare esperienza se non attraverso stimoli violenti o “shock”.

* Viviamo in un’epoca di iper-stimolazione, dove per “sentire” qualcosa abbiamo bisogno di volumi altissimi, colori saturi o eventi eclatanti.

* La conseguenza: Perdiamo la capacità di leggere la poesia del quotidiano, quella trascendenza che, artisti, poeti e filosofi, sanno vedere in ogni cosa.

Invece – ahimè! – se non c’è shock, ci sembra che non stia accadendo nulla.

4. Le Parole Perdute e il Vocabolario Ristretto

Mi serve non dimenticare mai quella frase, malinconica e carica di urgenza, di Nietzsche:

“Le cose cercano le parole per essere dette”

Se il nostro vocabolario si restringe (per essere solo più funzionale, tecnico o sbrigativo), non perdiamo solo termini sul dizionario, ma pezzi di realtà. Se non ho più la parola per definire una sfumatura di sentimento o un’intuizione invisibile, quel sentimento e quell’intuizione finiranno per sbiadire fino a scomparire dalla mia esperienza vissuta.

In sintesi, forse, davvero una guida per l’anima ci indurrebbe a scoprire e agganciarci a frequenze diverse. Ci inviterebbe a riappropriarci delle parole perdute per tornare a nominare l’invisibile che ci circonda.

Amo la storia delle idee, la filosofia e la musica. Mi interessano i linguaggi, la comunicazione, i libri.

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